Quante volte, nel corso della nostra giornata, noi mamme soprattutto, ci ritroviamo a pensare “faccio quello che posso”?

Incastrate tra lavoro e famiglia, tra riunioni, appuntamenti, lavatrici da stendere e cene da preparare, con un occhio ai compiti, la visita dal pediatra, sempre pronte a raccontare la favola della buonanotte, ad abbracciare, ascoltare, consolare, le mamme- ma anche i papà- fanno ogni giorno del loro meglio per tenere insieme i pezzi, per provare a conciliare tutti gli aspetti della loro vita, come veri e propri funamboli degli affetti.

E, certe volte, tenere bene a mente che quando si fa tutto quello che si può si fa già bene, aiuta. Eccome se aiuta, quanto meno a tenere un po’ a bada quel senso di colpa che se ne sta troppo spesso lì, appollaiato sulla nostra spalla.

Faccio Quello che Posso, Appunti per genitori che vogliono crescere delle brave persone, è anche il titolo del libro di Alessandra Spada, edizioni Giunti Demetra, di cui vi avevo parlato qualche mese fa.

Il dizionario dei genitori, che raccoglie, con leggerezza e ironia, delicatezza e intelligenza, le parole delle mamme e dei papà che hanno voglia di crescere persone perbene.

Proprio questo voler crescere delle brave persone, quelle che saranno gli adulti di domani, è stato il punto di partenza della chiacchierata con Alessandra.

A Milano durante la settimana dedicata a Tempo di Libri, alla Libreria Libellula, la giornalista e padrona di casa, Ginevra Battistini, ha intervistato l’autrice di Faccio Quello che Posso.

Alessandra Spada, milanese, architetto e mamma di tre figli, ha raccontato, con simpatia e allegria, del libro nato dagli appunti presi durante le lunghe giornate e serate “allattando prima, soffiando nasi poi”, dalle parole che sono il suo lessico familiare, partendo dall’idea di una preziosa condivisione della magica esperienza dell’essere genitori.

E si sa che quando si comincia a chiacchierare tra donne, ancor più tra mamme, non si finisce più.

Dal ciuccio allo spannolinamento, dalla scelta della scuola agli sport, dalle letture alla tecnologia, alla solitudine delle mamme di figli piccoli, passando per la conciliazione tra famiglia e lavoro, spesso ancora oggi molto difficile per le donne, tanti, tantissimi, sono stati gli spunti di riflessione e, soprattutto, di condivisione.

Quella condivisione che è il filo rosso del lavoro di Alessandra, che lega il suo libro e il suo blog.

Perché se, come dice lei, noi genitori spesso siamo soli, è anche vero che siamo in tanti ad esserlo.

E allora condividiamo, facciamo rete usando la rete, facciamo un pezzetto di strada insieme, raccontiamo del nostro essere genitori, creiamo alleanze senza farci stupidamente e inutilmente le pulci.

Chissà che non possa essere un buon insegnamento anche per i nostri ragazzi.

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