Ci vuole fantasia per essere genitori al tempo della fase due, tutta quella che abbiamo visto mettere in campo dai nostri figli quando la quarantena era rigida e stretta. E anche di più.

Bisogna metterci tutta la creatività che nemmeno sapevamo di avere prima di questa avventura che mai avremmo pensato di vivere, per disegnare ogni giorno la nostra nuova quotidianità.

Occorre essere funamboli, mediatori, grandi esperti nel gioco del “si può fare” e del “non si può ancora fare” per mettere in fila questi giorni nuovi.

Bisogna inventare magie perché mascherina e gel disinfettante diventino normalità e “distanza” diventi una parola amica; trovare strategie alternative perché non ci sia paura ma responsabilità; fare in modo che le passeggiate- solo una passeggiata, niente parco, niente amici- diventino un gioco da esploratori e che un saluto dal balcone, un bacio buttato alle persone a cui vogliamo più bene, il palloncino mandato giù ad un’amica che compie gli anni, diventino piccoli grandi appuntamenti preziosi che ci possono aiutare a tracciare la rotta in questo mondo nuovo.

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